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29/05/2018, 12:11

performance, analisi di bilancio



L’analisi-della-performance-della-farmacia


 L’analisi della performance della farmacia



La farmacia è sempre più “azienda nel mercato” (leggi anche Farmacie: come approcciare le novità del decreto concorrenza): accanto e intorno alla figura professionale del farmacista si è formata una vera e propria azienda . Rispetto al passato dobbiamo considerare più variabili nella gestione e nella valutazione del nostro operato.

Il mercato aperto ai capitali impone delle valutazioni che in passato venivano trascurate. Chi intende investire analizza ogni aspetto dell’azienda e misura la sua performance sotto diversi punti di vista per poter valutare l’investimento e per poterlo confrontare con gli altri offerti dal mercato.

Nel mercato la farmacia è un’azienda e, come tale, è soggetta a valutazioni e confronti. Come viene valutata una farmacia? “In base al fatturato” è la risposta più frequente. Il solo fatturato non basta, è solo una delle tanti grandezze da considerare: crediti, debiti, utili, indici di redditività, indice di rotazione, indici di liquidità, ecc.

Non bisogna guardare la farmacia solo come un’organizzazione che fattura e genera fatturato, ma come una organizzazione che genera margini, utili, come un’azienda che remunera i fattori impiegati: dobbiamo ottenere benefici economico-finanziari dal capitale investito nell’attività, il lavoro del farmacista deve essere remunerato, l’azienda deve generare utile.

Come valutiamo la performance di una farmacia? Uno strumento utile per valutare lo “stato di salute” di una farmacia è l’analisi per indici: in base al rapporto tra diverse grandezze misuriamo l’efficacia e l’efficienza della gestione. Partendo dal bilancio di esercizio costruiamo degli indici che funzioneranno come delle vere e proprie “spie” di un cruscotto, saranno degli utilissimi indicatori.

Senza addentrarci in analisi complicate introduciamo qualche semplice indice che ci aiuta a comprendere il tipo di approccio che dobbiamo avere nella gestione e nella valutazione dei risultati.

  1. ROE (return on equity): è il rapporto tra utile e patrimonio netto e ci permette di capire quanto viene remunerato (se viene remunerato) il capitale proprio. Il capitale proprio è remunerato con il reddito prodotto. Il ROE indica in che misura è “conveniente” investire nell’azienda o trovare investimenti alternativi.

  2. ROS (Return On Sales): è dato dal rapporto tra Reddito Operativo e Ricavi Netti e misura la redditività delle vendite. Vendere è importante, ma bisogna saper vendere bene: le vendite si traducono in reddito?

  3. Primo margine: è determinato dal rapporto (Ricavi netti di vendita - Costo del venduto) / Ricavi netti di vendita. Il costo del venduto è dato dalla somma delle rimanenze iniziali e degli acquisti al netto delle rimanenze finali. Generalmente, nel settore delle farmacie, tale rapporto dovrebbe essere maggiore o uguale al 30%. In caso di valori più bassi è opportuno analizzare il magazzino, il metodo di approvvigionamento e la politica promozionale e degli sconti alla clientela.

  4. Incidenza del costo del lavoro sui costi: è il rapporto tra il costo totale del fattore lavoro, nel quale confluisce il “costo del titolare” (che può essere effettivamente pagato o solo figurativo, ma che è fondamentale considerare nella nuova visione di azienda: non lavorate gratis!) e i costi totali. Tramite questa grandezza abbiamo una indicazione sulla struttura dei costi della farmacia

  5. Indice di rotazione: indica quante volte in un periodo (un anno) il nostro magazzino ruota. E’ determinato mediante la seguente formula: costo del venduto / costo scorta media. Il funzionamento del magazzino ha implicazioni sull’intera performance della farmacia:

    • valori elevati dell’indice di rotazione corrispondono a elevati livelli di redditività;

    • per tenere sotto controllo la solidità finanziaria (soprattutto nel breve termine) è opportuno confrontare la giacenza media (in giorni) con i tempi di pagamento (budget di cassa). Bisogna cioè considerare il ciclo del circolante, ossia il tempo che intercorre tra l’uscita monetaria legata all’acquisto dei fattori produttivi/prodotti e l’entrata monetaria derivante dalla vendita dei prodotti.

  1. Indice di liquidità primaria: è un rapporto tra liquidità immediate e differite e passività correnti. Indice di liquidità primaria = (Liquidità immediate + Liquidità differite) / Passività correnti. Esso esprime la capacità della farmacia nel coprire le uscite a breve termine generate dalle passività correnti con le entrate generate dalle poste maggiormente liquide delle attività correnti.

  2. Margine di tesoreria: è dato dalla differenza tra liquidità immediate e differite e passività correnti. Margine di tesoreria = Liquidità immediate + Liquidità differite – Passività correnti. Il margine di tesoreria indica di quanto le liquidità immediate e differite sono superiori rispetto alle passività correnti e segnala la capacità dell’impresa di far fronte alla uscite future connesse con l’esigenza di estinguere le passività a breve, con i mezzi liquidi a disposizione e con il realizzo delle attività a breve.

Tramite l’analisi di questi indici (e di tanti altri) è possibile valutare la performance della farmacia e individuare punti di forza, punti di debolezza e aree di intervento.



Fabio Rocci
Dottore Commerialista e Revisore Legale
Tel. 3930884585




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"Non è la specie più forte, nè la più intelligente che sopravvive, bensì quella più reattiva al cambiamento."


                                                                                                                   Charles Darwin

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